La strada

di Manu Larcenet

Coconino press

Manu Larcenet, autore che ha saputo meravigliarci con opere a fumetti come “Lo scontro quotidiano” o “Ritorno alla terra” nei quali esplorava tematiche autobiografiche raccontate con una buona dose di ironia e divertimento, in questo caso cambia radicalmente rotta. Ispirandosi al libro di Cormac Mccarthy1 (edito in Italia da Einaudi) e alla sua trasposizione cinematografica “The road” per la regia di John Hillcoat, ci trascina torto collo in un mondo dai toni cupi e drammatici, pesante, ambientato in un futuro distopico e post apocalittico. I riferimenti a classici del genere sono tantissimi, come non citare Mad Max2, Kenshiro3, Occhi bianchi sul pianeta terra4 e ci fermiamo qui per non compilare che uno sterile elenco.

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Lungo una buia strada, avvolti da stracci recuperati chissà dove, si spostano caute e timorose due figure, spingendo un carrello della spesa ricolmo di oggetti trovati fra le macerie. È tutto ciò che hanno. Quel carrello può fare la differenza per loro, per sopravvivere o morire di fame o di freddo. Un adulto e suo figlio. Bisogna stare sulla strada. È pericoloso spostarsi dalla strada. Si può cadere in qualche trappola, venire catturati, essere feriti. Sulla strada ci si può accorgere da lontano sei sopraggiunge qualcuno e nascondersi. Non bisogna farsi vedere. Mai. È estremamente pericoloso. Non c'è da fidarsi. Alcuni sbandati si sono riuniti in gruppi, hanno costruito delle rudimentali armi e ora danno la caccia a tutto ciò che si muove. Lo fanno per mangiare. Sono diventati cannibali. Se ti catturano ti rinchiudono in qualche buia cantina, ti conservano come cibo. Non devi ferirti. Non devi ammalarti, perché non ci sono più medicine. Bisogna stare sempre all'erta, fare attenzione, non fidarsi di nessuno.

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Il disegnatore francese sceglie con intelligenza gli strumenti per impostare il suo racconto. Per il disegno adotta un segno duro, tagliente, apparentemente inciso nella materia metallica dello zinco come un'incisione di Doré5 (il riferimento a “Gli occhi del gatto”6 di Moebius è inevitabile). Quei segni sempre inclinati, dinamici, pieni di drammaticità, fitti e dettagliati, in realtà non descrivono, evocano. Più che forme illustrative si caricano di valori espressivi, servono per veicolare in chi legge tensione, paura, angoscia. Le pieghe dei vestiti avvolgono i corpi del padre e del ragazzino in forme curve, ridondanti, marcate. Quegli stracci, tutto ciò che hanno trovato e che si sono messi addosso, strato dopo strato, nel futile tentativo di ripararsi dal freddo e dalla neve. Ma quei segni rappresentano anche la loro ostinazione a resistere, la volontà di non arrendersi, anche se il destino appare loro avverso e senza alcuna speranza.

Le vignette si sporcano con effetti puntinati che ricordano la polvere, l'inquinamento, l'aria malsana che i due protagonisti sono costretti a respirare. Nebbie e foschie mefitiche che nascondono minacce, ma sono anche un rifugio nel quale rifugiarsi e perdersi.

 Il libro non è stampato in bianco e nero, come ad una prima veloce osservazione potrebbe sembrare, ma a colori. Le vignette appaiono in tinte scure, slavate, spente, conferiscono peso all'atmosfera. Dividono le sequenze narrative senza dover ricorrere al classico finale di pagina. Perché oltre quel foglio, oltre quella curva, oltre quel rudere di palazzo non ci sarà nulla ad aspettare il padre e il figlio, nulla che potrà dare loro un filo di speranza.

La gabbia di impaginazione è rigida, precisa, geometrica, non servono ulteriori artefatti grafici per sottolineare il tono della storia. Tutto scorre in questa orrida landa senza orizzonte, uniforme, definita e definitiva.

Larcenet dipinge una storia dai toni cupi, violenti, angoscianti. Si fa quasi fatica a leggerla. È terribile, ma c'è quella luce bellissima di speranza finale che riscatta tutte le brutture della vita.

Onore a Coconino press che ha edito questo bellissimo volume in grande formato per poter godere appieno del disegno del fumettista francese, cartonato e tutto sommato ad un prezzo sensato (28 euro) se paragonato a tanti altri prodotti che offrono decisamente di meno a prezzi ormai esagerati.

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Copyright Manu Larcenet - Coconino press

Articolo di Masco Mor

Note:

1Cormac McCarthy, all'anagrafe Charles Joseph McCarthy Jr. (Providence, 20 luglio 1933 – Santa Fe, 13 giugno 2023), è stato uno scrittore, drammaturgo e sceneggiatore statunitense.

2Interceptor (Mad Max), conosciuto anche come Mad Max - Interceptor, è un film del 1979 diretto da George Miller. Primo film della saga di Mad Max. Attore principale Mel Gibson.

3Ken il guerriero (Hokuto no Ken) è un manga scritto da Buronson e disegnato da Tetsuo Hara. È stato serializzato in Giappone sulla rivista Weekly Shōnen Jump dalla casa editrice Shūeisha in 245 capitoli pubblicati dal 1983 al 1988 e poi raccolti in 27 volumi tankōbon.

4) 1975: Occhi bianchi sul pianeta Terra (The Omega Man) è un film di fantascienza post apocalittica del 1971 diretto da Boris Sagal. Il soggetto è tratto dal romanzo fantascientifico postapocalittico di Richard Matheson Io sono leggenda (I Am Legend) del 1954.

5) Paul Gustave Louis Christophe Doré (Strasburgo, 6 gennaio 1832 – Parigi, 23 gennaio 1883) è stato un pittore e incisore francese. Disegnatore e litografo, noto soprattutto per le sue illustrazioni della Divina Commedia di Dante.

6Gli occhi del gatto, Les yeux du chat, Francia 1978, TESTI Alejandro Jodorowsky. DISEGNI Moebius. EDIZIONE ITALIANA MagicPress.


 

Ulteriori approfondimenti:

 Scheda autore: La linea del fronte