Samuel Stern n.10: L'altro inferno

Sceneggiatura: Massimiliano Filadoro
Disegni: Annapaola Martello

Angus Derryleng, il vecchio misantropo che vive chiuso nelle libreria dove lavora Samuel Stern, incomincia a prendersi qualche pagina in più nella serie. Tutta l'avventura di questo numero parte infatti proprio da sotto la porta del suo negozio. Qualcuno ha infilato una busta indirizzata a Samuel contenente la pagina di un libro dal titolo emblematico: L'altro inferno. E' una pubblicazione misteriosa, molti dicono che non esista neppure, così come forse anche il suo autore è frutto di pura invenzione: Degavius, Dormunth, Deathson … i nomi si sprecano e con loro le teorie più assurde coniate dai fan e dai blog a tema che imperversano su internet. Il blog più accreditato è quello di un misconosciuto scrittore di Broxburn, un esaltato che Samuel, immediatamente incuriosito da quello strano messaggio, vuole risolutamente andare a trovare. Nella catapecchia maleodorante di questo pseudo scrittore il nostro eroe trova la fotografia della casa dove è ambientato e forse stato scritto il libro. Una breve ricerca in un vecchio catalogo di case vittoriane permette al nostro di rintracciare la bizzarra ma affascinate dimora che sorge in un posto il cui nome è già tutto un programma: The End of the Road.

Nonostante le apparenze da casa del terrore la dimora è invece abitata. Ad accogliere Stern all'ingresso arriva un gentile maggiordomo di nome Reeves (che ci ricorda molto l'Anthony Hopkins in "Quel che resta del giorno"). Casa Delgado, questo il vero nome della costruzione, ha diversi abitanti: Sabrina è la signora Delgado, giovane e affascinante oltre le aspettative per una vecchia dimora decadente; il marito, che al momento non c’è perchè in viaggio per lavoto; il figlio pazzo Raphael, un ragazzo sulla ventina.

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Nella biblioteca della casa c'è una copia del libro, edizione del 1901... ma qui iniziano i guai. Il libro parla della casa, è ambientato nella casa, luogo di rifugio e di condanna, sembra fondersi con l’abitazione stessa. I muri dell’edificio sembrano celare oscuri misteri, le sue stanze antichi arcani. La sua lettura si dimostra claustrofobica, gira su se stessa, non arriva mai ad un fatto, ad un evento, i personaggi sono sempre gli stessi, ma nonostante tutto la sua lettura non è noiosa. In un gioco vorticoso di parti che si ripetono sempre uguali, rimane invischiato ed irrimediabilmente catturato anche Samuel, nel ruolo appagante e ossessivo dello straniero. Come in un film surreale di Luis Buñuel, in un fumetto chiaroscurato dai sottili toni di Dino Battaglia, in un racconto di Dino Buzzati, in un incubo di Franz Kafka, in un trepidante scritto di Jorge Luis Borges, Stern tenta di fuggire dalla casa, ma la casa è una storia, un gioco di storie, dalle quali è impossibile sottrarsi.

Mentre tutto a casa Delgado sembra essersi irrimediabilmente fermato, a Ediburgo la vita continua. E' Angus a scoprire nelle sue ricerche librarie il nome del vero autore de “L'altro inferno”: Javier Delgado! Probabilmente portoghese, trapiantato a Londra e poi in Scozia, era un giovane dandy che frequentava i salotti esoterici agli inizi del ‘900. Venne poi scacciato dalla loggia dell'esoterista Aleister Crowley per ragioni imprecisate, si isolò in seguito per dedicarsi alla sua passione di romanziere, senza molto successo. Di lui si sa poco o nulla. Col tempo si è creata una piccola leggenda sui suoi scritti. Sembrerebbe che possano aver istigato alcuni pazzoidi a compiere atrocità. A questo punto la storia incomincia ad aprirsi e, per quanto assurda ed inaccettabile, ad avere una sua logica...