Samuel Stern n.6: Valery

Il numero sei di Samuel Stern, intitolato “Valery”, inizia con una scena di azione: cruenta, drammatica, splatter quanto basta per un fumetto che voglia strizzare l'occhio al genere “sangue ed efferatezze varie” e farvi destare dalla sedia (sempre che non siate ormai troppo assuefatti da fumetti e telefilm orripilanti), con un demone a pallottola che ricorda i tempi migliori di Ghostbusters. Questa dinamica sequenza d'apertura ribalta completamente la struttura narrativa seguita nei primi cinque episodi (strutturata invece in un percorso di indagine che terminava nell'atroce e sanguinaria scena del finale) per poi rallentare improvvisamente e passare ad un espediente narrativo decisamente di altro tono: il diario intimistico. L'overture alla Grand Guignol (con una bella pagina d'effetto disegnata da R. Randazzo) probabilmente è stata pensata per non far fuggire il lettore dopo le prime pagine, ma anche per dare il via ad una storia decisamente inaspettata. Un narratore esterno, gli appunti riflessivi di un diario, ci guidano per il resto del fumetto, alternandosi a scene in cui chi conduce lo svolgimento è, come è giusto che sia, il protagonista della serie. L'espediente narrativo del prosatore “fuori campo”, che solitamente oggi viene poco utilizzato perché rischia di essere monotono e pedante, invece in questo caso è decisamente riuscito. Inizialmente il ritmo si abbassa fin troppo, rischiando di far stancare il lettore. Ma basta avere un poco di fiducia per essere avvinghiati nelle spire dello svolgimento dell'avventura.

Grazie alle pagine del diario riusciamo ad entrare nel mondo di Samuel Stern, a conoscere meglio i dettagli, i rapporti tra i comprimari, i loro caratteri, le loro vite, le loro abitudini, le loro passioni, i loro incubi. Il tutto visto da un punto di vista decisamente insolito, ovvero quello dell'antagonista. A questo punto dell'avventura il bravo L. Blengino, che scrive la sceneggiatura, pone la domanda che trascinerà il fruitore nella lettura appassionata delle pagine successive: cosa succede quando una persona viene liberata da un demone? Siamo sicuri che inizierà per lui una nuova vita, caratterizzata dalla voglia di divertirsi e di recuperare le gioie e le passioni che gli erano state negate? Oppure c'è il rischio che si crei un vuoto dentro di lui, abituato a convivere con il demone, si sentirà improvvisamente abbandonato, solo ed inutile, in mezzo a persone che non hanno occhi per lui? Da questo spunto (che ovviamente un'aberrazione, perché non si può avere nostalgia di una malattia, anche nel caso in cui fossimo riusciti a conviverci) parte la narrazione della seconda parte del fumetto che saprà catturarci, trascinandoci appassionatamente fino alla fine dell'albo. Samuel Stern sta dimostrando una proposta innovativa e audace, capace di proporre in una veste "popolare" (per formato, foliazione e distribuzione in edicola) una formula narrativa inedita e per nulla banale. Lo consigliamo decisamente, soprattutto a chi sia ormai stanco di un Dylan Dog che, dopo la caduta di una meteora, abbia solo perso la lametta per radersi la barba.

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Articolo di Elena Porro.

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Ulteriori approfondimenti:

 Scheda personaggio: Samuel Stern

 Scheda autore: INTERVISTA A GIANMARCO FUMASOLI

Articolo: L\'isola dei perduti


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