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Blade

Blade, protagonista omonimo della serie, compare per la prima volta nel 1973 all’interno del numero 10 del fumetto Tomb Of Dracula, nel ruolo di comprimario al personaggio principale. Fin dal primo numero l’impatto che ha sul pubblico è tale da diventare personaggio quasi fisso in ogni volume fino alla fine della serie. I creatori dei primi volumi di Tomb of Dracula e di conseguenza i creatori di Blade furono lo sceneggiatore Marv Wolfman e il disegnatore Gene Colan, che caratterizzano il personaggio per mezzo di canoni stilistici consoni agli anni Settanta: il primo Blade ha un aspetto molto diverso da quello conosciuto al giorno d’oggi.

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Contemporaneamente alla sua militanza nella serie dedicata a Dracula, Wolfman dedicò esclusivamente a Blade altre storie, tutte pubblicate tra il 1974 e il 1976. Le storie sono autoconclusive, realizzate in bianco e nero da disegnatori come Tony DeZuniga e Rico Rival e stampate su differenti volumi di riviste a fumetti come Vampire Tales (rivista dedicata al genere horror) e Marvel Preview.

Con la conclusione di Tomb of Dracula nel 1979, Blade scomparve per circa vent’anni dal mercato, per fare poi la sua ricomparsa nel 1998 grazie all’uscita del film con Wesley Snipes incassando oltre centotrenta milioni di dollari in tutto il mondo.

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Prima di allora Blade debuttò nel 1994 sotto l’etichetta Marvel nel suo primo albo a colori intitolato Blade: The Vampire Hunter scritto da Ian Edginton e disegnato da Doug Wheatley. Questa serie non ebbe un gran seguito; la fama internazionale del cacciatore di vampiri di colore fu conquistata solamente dopo all’uscita del film del 1998. Tuttavia con questa pubblicazione la trama legata al personaggio prosegue e la sua caratterizzazione subisce un mutamento, facendogli perdere lo stile anni Settanta creato da Colan che ormai appariva poco credibile, e donandogli invece un aspetto più severo e dark, sottolineando il taglio anche più fantascientifico dell’opera.

Le storie successive dedicate a Blade furono pubblicate nel 1998, una serie di sei numeri intitolata Blade: Blood Allies, e nel 2002 con Blade: vol 2, pubblicata da Marvel MAX, sempre costituita da sei numeri. Con queste ultime pubblicazioni Blade diventa un fumetto rivolto ad un pubblico adulto a causa del linguaggio e delle situazioni esposte che diventano sempre più esplicite e crude. Pur essendo la trama della serie sempre basata su un genere horror/fantascientifico, il periodo storico del suo esordio limitava le pubblicazioni a causa di una censura molto rigida, che ad esempio, impediva la rappresentazione del sangue e dei nudi femminili. Con il passare degli anni queste limitazioni divennero sempre più lievi, dando così modo agli autori di Blade di esplicitare il tono macabro e violento del fumetto.

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Origini del personaggio

Blade, pseudonimo di Eric Brooks, è un particolare vampiro che ha deciso di dare la caccia ai suoi simili. Egli in realtà non è come i suoi simili, ma è un vampiro mezzosangue, che per metà mantiene ancora la sua natura umana: ciò gli conferisce tutti i poteri comuni ai vampiri (forza, agilità, velocità e resistenza sono incrementati a livelli sovrumani) ad esclusione dei punti deboli dei quali lui è immune. Questo è il motivo per cui viene anche soprannominato il “Diurno”, proprio perché a lui è possibile esporsi al sole come un comune essere umano. L’unico difetto ereditato dai vampiri è la sete di sangue, che però riesce a placare grazie ad un siero sintetico che oltre a nutrirlo riesce anche a tenere a bada il lato bestiale del vampiro che è in lui. Eric Brooks nasce il 24 ottobre 1929, ma il suo aspetto attuale è quello di un uomo di trent’anni, perché la sua natura di vampiro lo mantiene molto più giovane.

Un’altra particolarità dell’aspetto di Blade è quella di essere un uomo di colore, cosa assai rara all’interno della razza dei vampiri. La scelta estetica, ideata da Marv Wolfman, sembra derivare dalla Blaxpoitation, filone cinematografico nato negli anni Settanta e caratterizzato dalla presenza di persone di colore non solo tra i personaggi della trama, ma anche dello stesso regista e della troupe cinematografica. Il termine deriva dalle parole black ed exploitation, che in italiano significano “nero” e “sfruttamento”. In ambito fumettistico anche etichette come la Marvel Comics prendono parte a questa corrente creando eroi ed eroine di colore come Pantera Nera, Falcon e appunto Blade.

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Blade dunque è un ibrido, per metà uomo e metà vampiro. Sua madre, Tara Brooks, viene morsa da un vampiro poco prima di partorire il figlio e questa è la causa della duplice natura del piccolo Eric. Blade decide successivamente di sfruttare la sua forza per vendicarsi della morte della madre e di dedicare la sua intera vita alla caccia dei vampiri, che sono la causa della sua eterna condanna. Nei primi venticinque anni di pubblicazioni nessun editore è mai andato a fondo sulle origini di Blade, limitandosi semplicemente ai fatti legati alla sua nascita. Fu solo David S. Goyer, regista della trilogia cinematografica Blade: Trinity, a decidere di dare luce ad un retroscena concreto al personaggio. Colan infatti non aveva provveduto a narrare l’infanzia di Blade, di conseguenza, quando il regista inizia a sceneggiare il film si trova carta bianca a riguardo. Questo è il primo dei casi (che restano comunque molto rari) in cui la versione cinematografica di un fumetto introduce nuovi elementi alla trama che vengono successivamente adottati anche dall’etichetta editoriale. Blade: Trinity quindi narra di come il tredicenne Eric Brooks, trovatello che si nutre del sangue dei senzatetto, viene trovato dal ricco inventore Abraham Whistler, la cui famiglia è stata sterminata dai vampiri. Intenzionato ad ucciderlo, l’uomo si ferma nel momento in cui scopre che il ragazzino è per metà umano e decide di adottarlo, creando per lui il siero surrogato del sangue umano. Già dai primi tempi il futuro Blade decide di diventare un cacciatore di vampiri per vendicare la madre e grazie alla tutela offerta da Whister riesce ad affinare le sue tecniche di combattimento fino ad ottenere la precisione di un killer letale.

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La trama

Eric Brooks nasce a Soho, in Gran Bretagna il 24 ottobre 1929. Viene dato alla luce da Tara Brooks, una prostituta, in condizioni tragiche: la donna infatti, viene portata in ospedale per partorire, ma qui è affidata alle cure di Diacono Frost, un vampiro sotto le false sembianze di un medico che la morde uccidendola e trasmettendo al figlio il germe del vampirismo. Eric nasce quindi come dhampir, un essere per metà umano e per metà vampiro. Fin dall’adolescenza il suo obiettivo è quello di dare la caccia ai vampiri, assassini della madre e colpevoli della sua eterna condanna. Trovato affidamento presso la dimora del ricco Abraham Whistler, Eric acquisisce controllo sulle sua abilità sviluppate diventando presto un cacciatore di vampiri.

La prima missione che vede coinvolto Blade, pseudonimo adottato in veste di cacciatore di vampiri, è quella di affrontare Dracula, che si sta muovendo tra l’Asia Minore e l’Europa. Lo localizza a Parigi e giunto sul posto fa la conoscenza di Quincy Harker, figlio ormai ottantenne di Jonathan Harker, lo stesso personaggio presente nel romanzo di Bram Stoker. I due diventano amici tanto che Blade decide di collaborare spesso con lui e con i Drac Pack, pur non entrando mai a fare effettivamente parte del gruppo. Drac Pack è il nome dato ad un gruppo di cacciatori di vampiri in erba composti da Rachel Van Helsing (pronipote del dottor Van Helsing), Taj Nital e Frank Drake. La battaglia contro Dracula non va però a buon fine e Blade abbandona l’obbiettivo decidendo di concentrarsi ad una missione più personale, ovvero quella che ha come obbiettivo Diacono Frost, il presunto medico che ha assassinato sua madre. Durante la sua ricerca fa conoscenza con un nuovo personaggio, Hannibal King, un detective privato a sua volta morso e trasformato in vampiro da Frost e che, come Blade, trama vendetta.

Negli anni successivi Blade, King e Frank Drake iniziano a collaborare con il Dottor Strange, eroe Marvel maestro delle arti magiche e mistiche che usa per proteggere il mondo. I cacciatori di vampiri hanno intenzione di chiedere il suo aiuto per utilizzare il Darkhold, il libro magico che ha dato vita a tutti i vampiri sulla Terra, per annientarli. Il Dottor Strange crea perciò una formula che riesce a fermare il potere del libro, facendo scomparire temporaneamente tutti i vampiri presenti sulla faccia della Terra.

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Strange continua la collaborazione con il gruppo di cacciatori di vampiri, proponendogli di creare una squadra specializzata all’interno del suo gruppo chiamato “Figli della Mezzanotte”. Nascono perciò i Nightstalkers, composti da Blade, King e Drake, le cui avventure sono basate sulla caccia a creature soprannaturali. In questo periodo però il potere del Darkhold si risveglia e i vampiri ricominciano ad infestare il pianeta, Diacono Frost compreso. Questo fatto richiama l’attenzione dei vecchi Drac Pack, che però vengono colpiti da una tragedia: Taj Nital, componente del gruppo, viene morsa e trasformata in vampiro. Dopo questo avvenimento Blade decide di abbandonare la collaborazione con i suoi compagni, continuando la sua caccia ai vampiri in solitaria.

La sua caccia si sposta in America, dove segue le orme di Morbius, un vecchio scienziato che si è trasformato in vampiro per sopravvivere alla leucemia che lo stava portando alla morte. Il vampiro riesce a mordere Blade conferendogli nuovi poteri, e trasformandolo nel Diurno, semi-vampiro in grado di resistere alla luce del sole. Morbius non verrà sconfitto, ma convertito al bene proprio dall’eroe.

Nelle nuove serie Blade è impegnato a dare nuovamente la caccia a Dracula, tornato in vita e alla ricerca di nuovi adepti vampiri. L’eroe questa volta agisce in collaborazione con lo S.H.I.E.L.D. ed assieme ai suoi membri riesce a sventare la minaccia. Dopo questa avventura Blade torna a lavorare da solo, vivendo sempre nuove e pericolose avventure contro i suoi promessi nemici.

I principali disegnatori di Blade

Nella sua prima comparsa, risalente al 1973, Blade possiede uno stile consono alla moda dell’epoca, ispirato dal musicista Lenny Kravitz: porta capelli neri e ricci, pizzetto, grandi occhiali gialli, cappotto verde indossato a pelle, stivaloni di cuoio e una bandoliera contenente paletti e proiettili d’argento. Con la chiusura di Tomb of Dracula, e di conseguenza con il passare dei decenni, l’aspetto di Blade subisce delle modifiche stilistiche, dovute al fatto che il suo abbigliamento originario è ormai fuori moda per essere considerato credibile nelle vesti del suo ruolo. L’abbigliamento rinnovato è costituito da cappotto lungo e pantaloni in pelle neri, occhiali scuri, stivali alti e giberna con fodero per spada ed ulteriori armi. Anche l’acconciatura è diversa e nella serie moderna Blade porta capelli tagliati corti a spazzola, spesso accompagnati da un tatuaggio sul cranio.

Tra gli autori più importanti c’è sicuramente il co-creatore del personaggio, Gene Colan, ma molti altri disegnatori contribuirono a definirne la caratterizzazione collaborando assieme agli autori successivi a Marv Wolfman nella stesura delle serie che uscirono dagli anni Ottanta in poi.

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Tony DeZuniga è stato un fumettista ed illustratore di origine filippina nato nel 1932 che fece carriera in America realizzando tavole per diverse serie appartenenti alla DC Comics. Negli anni Sessanta si trasferì a New York per studiare graphic design, ci tornò alla fine del decennio proprio grazie all’avviamento della carriera di fumettista avvenuta nella terra natia. Entrò nella DC Comics sotto la supervisione dell’editore Joe Orlando e debuttò come disegnatore nella serie House of Mystery . La permanenza sotto questa etichetta e successivamente anche per la Marvel durò 18 anni e DeZuniga acquisì fama per la realizzazione della serie Black Orchid. I suoi ultimi lavori lo vedono nei panni di conceptual designer per i videogiochi della casa produttrice SEGA e illustratore di libri per i giochi di ruolo come Dungeons & Dragons . Morì a causa di complicazioni dovute ad un ictus nel 2012.

Lo stile grafico di DeZuniga è molto dettagliato, caratteristica che lo rende adatto a generi fantascientifici, fantasy e noir. L’anatomia dei personaggi è realistica e grazie al tratteggio incrociato riesce a dare una perfetta resa dei volumi di cui sono composte le masse corporee. Il grado di dettaglio ben si adatta al genere rivolto ad un pubblico adulto, in quanto un occhio più attento e analitico gode maggiormente della minuziosa caratterizzazione di personaggi ed ambienti.

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A DeZuniga è assegnato il primo volume interamente dedicato a Blade, nel 1974: il cacciatore di vampiri creato da questo disegnatore presenta ancora molti elementi in comune con quello creato dalla mano di Colan, la principale differenza stilistica sta nella stampa in bianco e nero, che di conseguenza necessita di una tecnica di inchiostrazione più volumetrica e ricca di chiaroscuro, enfatizzata in questo caso dall’utilizzo della china acquerellata, per la creazione di ombre ed atmosfere. La caratterizzazione del personaggio rimane la stessa di Colan; le modifiche all’aspetto di Blade vennero fatte a partire dagli anni Novanta.

Tra gli autori moderni di Blade c’è Steve Pugh, fumettista britannico nato a Birmingham nel 1966. Il suo debutto avviene alla fine degli anni Ottanta con la serie Strontium Dogs della casa editrice inglese Fleetway. A partire dal 1991 riesce ad entrare nel mercato americano, sotto l’etichetta Marvel, grazie alla collaborazione dell’autore conterraneo Jamie Delano per le serie Hellblazer, Animal Man, 2020 Visions e Legends of the DC Universe. Questi lavori fecero emergere la sua predisposizione per uno stile di disegno adatto al genere horror, che lo rese quindi adatto anche alla realizzazione di tavole riguardanti la serie di Blade. Il suo tratto di base è composto da una linea chiara piuttosto sottile e i suoi personaggi presentano forme piuttosto tondeggianti; gli ambienti e le scene d’azione però vengono definite nei minimi dettagli senza tralasciare anche quelli più macabri. Ciò avviene anche nella caratterizzazione dei mostri, che Pugh disegna distorcendo abilmente l’anatomia umana. La drammaticità del suo stile risiede nell’utilizzo dei chiaroscuri: Pugh crea forti contrasti di ombra e luce che permettono di mettere in risalto personaggi e creature mostruose che emergono dall’ombra creando forti colpi di scena agli occhi del lettore. Le ombreggiature vengono realizzate con un pennino fine e china piuttosto secca creando una sorta di stile “graffiato” sulla tavola.

Per concludere, una delle ultime disegnatrici di Blade è Amanda Conner, nota per aver disegnato personaggi come Vampirella (Marvel Comics) e Power Girl (DC Comics). Nata a Los Angeles nel 1967, frequentò la Kubert School a Dover, nel New Jersey. Tra gli autori di sua massima ispirazione ci sono Joe Kubert per quanto riguarda l’organizzazione delle tavole nella pagina e Frank Miller per lo stile di disegno in grado di creare atmosfere di tensione ed intensa azione. Inizia a lavorare per la Marvel e la DC alla fine degli anni Ottanta.

Lo stile grafico della Conner è pulito, composto da una china chiara e sottile, realizzata con rapidograph, che delinea il contorno dei personaggi, generalmente assente di tratteggio volumetrico o di contrasti forti tra bianco e nero. Questo perché i suoi disegni vengono successivamente colorati con tecnica digitale, affidata al colorista Paul Monts, per mezzo di sfumature graduali che conferiscono alle volumetrie un aspetto morbido e liscio. Lo stile di colorazione segue lo schema principale del moderno fumetto americano, composto quindi da colori accesi e brillanti, sottolineando gli effetti di luce e la consistenza plastica delle masse. Lo stile grafico dei personaggi è molto dinamico e i corpi sono caratterizzati da linee curve e sinuose. Questa caratteristica rende la disegnatrice particolarmente portata al disegno di figure femminili; i volumi disegnati dalla Conner infatti hanno come protagoniste super eroine. Nel caso di Blade l’atmosfera dark del genere di appartenenza impone alla disegnatrice la creazione di un più forte contrasto tra ombra e luce: le ombre proprie dei personaggi, generalmente realizzate con il colore, questa volta sono fatte con una china nera piena, donando nel complesso una maggior drammaticità alla tavola.

Articolo di Beatrice Ramella

Il copyright delle immagini e dei personaggi è Marvel Comics e dei rispettivi autori o detenenti diritti

 

Dylan Dog

Triste e solitario cammino per le strade nebbiose di Londra, e penso a lei. A un sogno perduto. La gente scorre al mio fianco: impiegati, colletti bianchi, muratori e operai, mamme con i loro bambini, ubriachi, teppisti, sbandati, maniaci e psicopatici. Un vecchio finisce sotto un camion, una bambina gioca con la testa mozzata di un cane... Tutto sfugge tranquillo, normale, ma io non me ne accorgo, non li vedo neppure. Poi il caso mi porta a Craven Road e il mio sguardo cade su di una porta a cui è appesa una targhetta: Dylan Dog, indagatore dell'incubo. Si, perché non vi ho pensato prima, forse lui può aiutarmi. Il campanello lancia un urlo, subito dopo compare uno strano tipo: due baffi e un grosso sigaro, assomiglia tanto a Groucho Marx, non sarà mica lui? Vengo investito da una sarabanda di parole, battute, non-sense. Tra una frase e l'altra capisco che Dylan è al Pub dell'angolo e mi ci reco. E' un vecchio locale in stile. Entro e lo vedo seduto ad un tavolo, con un tizio calvo, età da pensione, dev'essere l'ispettore Block di Scotland Yard. Chi sa di quale misterioso assassino staranno parlando? Un nuovo maniaco che minaccia le giovani della città? Oppure qualche orribile creatura che infesta dimenticati cunicoli sotterranei? Dopo poco arriva un poliziotto più giovane, sembra un pò maldestro. Jenkins lo chiamano. Si scambiano alcune battute e i due piedipiatti se ne vanno. Block chiede al barista se per caso ha una scatola di analgesici. Escono. Lo guardo ancora un poco da lontano, seduto così al tavolo, uno sguardo triste negli occhi, i capelli spettinati, la camicia che spunta dalla giacca. Chissà poi perché piace tanto alle ragazze? Sarà quella certa somiglianza con l'attore Rupert Everet? O forse quell'aria scanzonata, da eterno mammone, tenero, un pò orsacchiotto. Sempre chiuso in sè, sempre innamorato, sbandato, triste ma da amare. Da consolare e pronto a consolarti. La sua bellezza da sola non può bastare a condurgli così facilmente le donne; è quel suo candore infantile, quella sua innocenza curiosa, quell'essere aperto e meravigliosamente pronto a ciò che una donna desidera da lui, ad attirarle. Stò così a fissarlo, quasi a contemplarlo... poi mi accorgo che là in fondo, dietro ad un tavolo, una ragazza solitaria lo guarda con occhi struggenti. Allora con un pò di invidia mi decido e vado da lui. Gli racconto la mia storia, il mio incubo... gli descrivo Jen, la mia ragazza. Meglio, la ragazza che non sono riuscito a conquistare. Lui non dice nulla, ascolta attento, mi lascia sfogare. Gli chiedo una spiegazione. La vita ha la stessa logica di un sogno, mi risponde. Prigionieri di noi stessi tutti sentiamo il peso di vivere che ci schiaccia, giorno per giorno. Dobbiamo accettare l'incubo, la scommessa. Ascolta le tue sensazioni. Ascolta il tuo cuore e ama. L'amore è gratuito, non pretende ricompense. Ma stò facendo del melodramma, queste sono solo parole... Esco dal locale e sento di essere un pò cresciuto. Rinato. Tre vecchie, che sembrano streghe, mi guardano da una panchina del parco e ridono, come se conoscessero il mio futuro. Mi allontano, il peso ancora in me, ma felice. Alcuni giorni dopo passeggio su di un ponte e mi fermo a guardare nel parco. E' allora che accade. Li vedo, su una panchina... all'inizio non ci posso credere poi... si sono proprio loro: Dylan e Jen! Mi ha fregato! Forse l'ho descritta troppo bene e se ne è innamorato. Lei mi ha detto no, lui gli ha detto si. Ma non li odio, non riesco a farlo. Ora il mio cuore è spezzato per sempre. Irrimediabilmente spezzato. Chiunque vi può entrare e uscire quando vuole, allora l'incubo della vita, anche se per brevissimi istanti, si trasformerà in un pò di reciproco conforto. Il mio nome è nessuno. Il suo è Dylan Dog.

 Data di nascita: 1986

Creato da: Tiziano Sclavi

Curiosità: Appena comparso sembra un insuccesso. Poche vendite e riscontro. Ma ben presto, grazie ad un incredibile tam tam sotterraneo, la gente, i ragazzi, incominciano a conoscerlo. Ad amarlo. Oggi vende mediamente 490.000 copie mensili e si è rivelato il più grosso successo fumettistico degli ultimi anni.

 

Copyright delle immagini è Sergio Bonelli editore e detenenti diritti.


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