Articoli

Benvenuti nella sezione Articoli  di Encicomix.

←  Scegli, nel menu a fianco, l'articolo che vuoi ricercare.
di seguito le ultime schede modificate

Il furto del secolo

Soggetto Giancarlo Berardi

Sceneggiatura di Giancarlo Berardi e Maurizio Mantero

Disegni di Federico Antinori

Julia n. 226 "Il furto del secolo".

Luglio 2017

Sergio Bonelli editore

Il numero 226 di Julia si presenta sugli scaffali delle edicole con una bella copertina che ritrare la criminologa Julia Kendall all’interno di un celebre dipinto di Van Gogh: “La camera di Vincent ad Arles”. Della famosa tela il pittore olandese ne realizzò tre versioni tra il 1888 e l’anno seguente, oggi conservate rispettivamente presso il Van Gogh Museum di Amsterdam, l'Art Institute of Chicago ed il museo d'Orsay di Parigi. Van Gogh dipinse il primo quadro in attesa dell’arrivo del suo amico Paul Gauguin ad Arles. Era desiderio di Vincent fondare una “scuola del sole” nella ridente cittadina della Provenza, sull’esempio della scuola di Barbizon[1], un luogo dove gli artisti potessero condividere una comune ricerca espressiva. Purtroppo il sogno di Vincent naufragò dopo poco tempo, già con la burrascosa rottura con Gauguin. E proprio di desideri e di sogni nascosti tratta l’albo di Julia. Alla New Jersey State Art Gallery di Garden City viene rubato un famoso quadro di Van Gogh. Una casa d’aste valuta l’opera d’arte scomparsa per un valore di cinquanta milioni di dollari. Un prezzo eccezionale che fa escludere alla polizia l’ipotesi che il furto sia stato eseguito per vendere l’opera sul mercato nero, si tratta con più provabilità di un furto su commissione di qualche spregiudicato collezionista o il tentativo di una richiesta di riscatto. Lo scandalo è però enorme: l’opera è stata prestata dalla Francia per l’esposizione; i media cavalcano la notizia, in particolare un critico decisamente focoso nelle sue espressioni, che ricorda certi personaggi italiani; i politici sono febbricitanti sulle loro poltrone roventi. L’ingrato e difficile compito di ritrovare il quadro e risolvere l’inghippo viene riversato sulla polizia e sulla protagonista della collana.

julia ilfurtodelsecolo001

I due scrittori del fumetto, come avrebbero fatto Richard Levinson e William Link nella sequela di telefilm dedicati al tenente Colombo[2], ci svelano fin da subito il colpevole del furto. Da qui parte per Julia un viaggio nel mondo del traffico di oggetti rubati della sua città. Non ha importanza chi sia il colpevole (per questo ci viene subito svelato) piuttosto come farà la nostra protagonista a scoprirlo e soprattutto quali meccanismi narrativi adotteranno Mantero e Berardi per tenerci incollati alle pagine del fumetto fino alla fine. Stiamo parlando di due narratori d’eccezione! I dialoghi sono eccellenti, strepitosi, dinamici, realistici e mai banali, incalzanti, caratterizzati da un sottile senso dell'ironia, che ricorda moltissimo la commedia brillante di Hollywood degli anni cinquanta e sessanta. E non è un caso che fra i protagonisti del racconto ci sia Tim o’ Leary[3], l’amico ladro di Julia, ritratto con le fattezze di Cary Grant. Insieme la strana copia formata dalla criminologa e dal ladro, incominciano ad indagare sulla rapina fingendo di voler vendere la refurtiva: “Bisogna agitare le acque, per acchiappare i pesci” dice Tim in una vignetta. La dissacrante ironia con cui intessono sapientemente i dialoghi i due scrittori, rimbalza di pagina in pagina. Ad esempio nella scena della famiglia che litiga durante la cena, quando il padre commenta a voce alta le notizie del telegiornale fino a che la moglie stressata spegne l’apparecchio: “Non si può mai parlare con quel coso acceso!” e a questo punto tutti stanno in silenzio e continuano a mangiare con la testa china sul piatto. Oppure quando il ragazzo che si prende gioco della dipendenza da cocaina continua a giocare ai videogiochi, sostenendo che lui può smettere quando vuole. Berardi e Mantero, da vecchi maestri, si possono permettere anche una presa in giro dei lettori di fumetti, quelli che propongono alle loro ragazze di andare al cinema solo per vedere pellicole di super-eroi!

julia ilfurtodelsecolo004

In un’indagine bisogna seguire tutti gli indizi, tutte le possibili strade e se proprio non ve ne sono, pensare al movente! E se non ci fosse neppure questo? Eppure un movente ci dev’essere, c’è sempre! Per questo tutto diventa complicato, la polizia brancola nel buio… fino a che Julia, tagliando le cipolle per cucinare, non ha un’intuizione… Scoprire quale lo lasciamo al piacere della vostra lettura.

 julia ilfurtodelsecolo002

julia ilfurtodelsecolo003

Copyright Sergio Bonelli editore 2017


Note:

[1] Con il termine “scuola di Barbizon” si identifica un gruppo di pittori e una corrente paesaggista del realismo collegata alla località di Barbizon in Francia, non lontana dalla foresta di Fontainebleau. Nel periodo tra il 1830 e il 1870 dipinsero in questo luogo Jean-François Millet, Jean-Baptiste Camille Corot, Jules Dupré, Hippolyte Camille Delpy, Narcisse Virgilio Díaz de la Peña, Pierre Thuillier, Henri Biva, Alexandre Defaux, Jules Jacques Veyrassat, Henri Harpignies, Félix Ziem, Constant Troyon, Adolphe Appian, R. Mason, Albert Charpin, Charles Olivier de Penne, Alexandre DeFaux, Ferdinand Chaigneau, François-Louis Français.

[2] Serie televisiva statunitense di genere poliziesco interpretata da Peter Falk e ideata da Richard Levinson e William Link. Il primo episodio fu trasmesso negli Stati Uniti il 20 febbraio 1968.

[3] Si veda ad esempio l’episodio n.54 intitolato “La notte dei diamanti”.

 


Ulteriori approfondimenti:

Scheda autore: Berardi Giancarlo

Scheda personaggio:Julia Kendall

 

Polvere di fata

Collana Le Storie, n. 57
Giugno 2017
Giovanni Di Gregorio, Alessia Fattore, Maurizio Di Vincenzo

La collana Le Storie della Sergio Bonelli editore, fortemente voluta da Mauro Marcheselli, ed ora diretta da Gianmaria Contro, è una vera palestra per rodare e testare nuovi autori, ma soprattutto per sperimentare nuovi sviluppi narrativi, pur rimanendo nei canoni dell'avventura disegnata che caratterizza la tradizione delle edizioni della casa milanese. Essendo albi autoconclusivi di 114 pagine, non vi è più il vincolo della serialità a frenare gli sviluppi narrativi e le possibilità offerte ai vari personaggi. L'autore è' più libero di provare modalità narrative fuori dagli schemi istituzionali, indagare tematiche, ambientazioni e situazioni, senza preclusioni di tema o character. Per il lettore è una gioia leggere ogni mese un nuovo racconto, una volta ambientato in un medioevo fedelmente ricostruito da un punto di vista storico, il mese successivo ritrovarsi catapultati in una vicenda che si svolge su un pianeta lontano o in un'atmosfera più fantascientifica. Ciò che accomuna Le Storie, ed in questo si rimane fedeli al marchio consolidato della fabbrica di sogni Bonelliani, sono le vicende di uomini comuni che per qualche motivo diventano eroi. E quegli uomini siamo noi stessi lettori.

polvere di fata001

Nell'albo in edicola questo mese lo sceneggiatore Giovanni Di Gregorio, reinterpreta a suo modo un classico della letteratura: Peter Pan. L'operazione di riscrittura dell'opera di James Matthew Barrie in una chiave decisamente meno sdolcinata rispetto alla versione disneyana, anzi cruda e crudele, dove personaggi e situazioni del classico racconto diventano metafora dei vizi e delle crudeltà dell'uomo e della società, è' già stata più volte sperimentata. Nel campo del fumetto ad esempio nel bellissimo "Peter Pan" di Loisel, che giustifica le marachelle dell'eterno bambino scapestrato con il mistero di un terribile omicida. Di Gregorio trasforma Peter in un venditore di "Polvere di fata" la droga che incomincia a devastare la popolazione londinese di inizio novecento. I bambini che la prendono per "volare" non fuggono dalla rigida moralità degli adulti, quanto piuttosto dalla tragica realtà della vita: povertà', emarginazione, sfruttamento, prostituzione. Ma la società bene non vuol vedere questa parte sporca della città, I dock dove neppure la polizia vuole infilarsi. E così la città' non vede e se non vede non crede all' "isola che non c'è", il luogo segreto dove si rifugia Peter con la sua banda di teppisti scappati di casa o che casa e famiglia non hanno mai avuto.

polvere di fata002Il protagonista del racconto bonelliano è un giovane fotografo che per lavoro ritrae gli omicidi per la polizia. Arthur, questo il suo nome, è un ragazzo timido e riservato, non riesce a guardare negli occhi la miseria del mondo che lo circonda ed allora per farlo utilizza le lenti dei suoi obiettivi. Ma per amore dovrà trovare il coraggio di affrontarla a viso aperto la vita e la morte. Si, perchè a Londra c'è uno spietato assassino che miete vittime ogni notte, arriva con una nave nella nebbia, è attorniato di tetri corvi che ricordano gli "Uccelli" di Hitchcock ed uccide la sue vittime con un affilato uncino che ha al posto di una mano.

polvere di fata003

E poi c'è lei, la regina di Londra: la nebbia. E' lei ha conoscere tutte le verità della citta', a nascondere nelle sue coltri banditi ed assassini, a svelare pian piano, a tratti, verità e menzogne. Alessia Fattore e Maurizio Di Vincenzo La rappresentano in maniera eccezionale: trasformano la tecnica del ripasso a china per poter donare alla nebbia la giusta profondità, il mistero di ciò che c'è e di ciò che non si vede. I personaggi in primo piano sono dettagliati con un segno deciso; le sagome che iniziano ad essere avvolte nella nebbia vengono rigate, graffiate con la stessa sapiente manualità di Dino Battaglia ed infine tutto si disfa, perde, dissolve in un sottile tratteggio che ci ricorda la grafia di Freghieri. Il risultato è fortemente espressivo, e iriesce a calare il lettore appieno nell'atmosfera e nella logica del racconto.
Infine, o meglio all'inizio, come sempre, ad aprire il volume una splendida ed evocativa copertina del maestro Aldo Di Gennaro.
Si, Le Storie sono proprio delle ottime storie!

polvere di fata004

Copyright Sergio Bonelli Editore 2017


Ulteriori approfondimenti:

Scheda autore: Di Gregorio Giovanni

Scheda autore: Fattore Alessia

Scheda autore: Di Vincenzo Maurizio