vampiri

Fracchia contro Dracula

Prendete i più tipici stilemi dell’immaginario vampirico: il villaggio contadino medioevale popolato da giovani, avvenenti e disponibili fanciulle pronte ad abbandonare la loro verginità pur di non esser preda del famelico conte Dracula; mefitiche corone di aglio appese alle finestre; paletti di frassino; il terrore che si diffonde al solo sentir pronunciare il nome del malefico conte; la carrozza trainata da neri cavalli senza guida; il lupo che ulula nella notte; il castello terrificante abitato da un maggiordomo cieco (doppio gioco con “ceco” abitante della Cecoslovacchia) e l’immancabile perfido e gobbo Igor (Mel Brooks fa storia)… a tutto questo aggiungete il mostro di Frankenstein e una folla di zombie, miscelate il tutto con la proverbiale sfortuna di Fracchia, che veste in questo caso i panni di un inetto venditore di immobili il cui unico cliente è l’immancabile ragionier Filini (più miope e puntiglioso che mai) che abbiamo imparato a conoscere nella serie cinematografica di Fantozzi. Tutti questi ingredienti vi permetteranno di ottenere una delle più divertenti e spassose parodie del racconto stokeriano. A salvare i poveri protagonisti dal crudele signore della notte giunge una cacciatrice di vampiri che entra in scena a bordo di una scassata Fiat Panda, indossando un improbabile maglione anni ottanta di colore blu, supportata da una colonna sonora evidentemente ispirata a Indiana Jones.

Pur rientrando nel filone più parodistico, la pellicola è ben strutturata e offre diversi spunti per farsi qualche serena risata. Anche perché, come dice il proverbio, il riso fa buon sangue!

fracchia contro dracula

Data di uscita: 20 dicembre 1985

Regia: Neri Parenti

1 ora e 34 minuti

Interpreti: Paolo Villaggio, Edmund Purdom, Gigi Reder, Ania Pieroni

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La leggenda del cacciatore di vampiri

Negli anni ‘50 e ‘60 si è sviluppato un particolare genere cinematografico di argomento fantascientifico-horror, le cui pellicole sono oggi considerate “cult” dagli appassionati e dai critici. Film prodotti spesso con un budget limitato e con effetti speciali decisamente naif rispetto a ciò che attualmente la computer-grafica permette di realizzare, queste pellicole giocavano la loro attrattiva nei confronti del pubblico (in particolare di quello giovanile) su un’idea accattivante e spesso bizzarra, volutamente incredibile (e proprio per questo interessante) attorno alla quale si sviluppava la storia raccontata. Senza voler fare un elenco che risulterebbe qui estremamente lungo e tedioso, possiamo però brevemente citare ad esempio “L'esperimento del dottor K” (“The Fly” in originale, è un film del 1958 diretto dal regista Kurt Neumann, tratto dal racconto “La mosca” “La Mouche” del 1957) in cui uno scienziato tenta di costruire la macchina del tele-trasporto ma finisce malauguratamente con il fondersi con il corpo di una mosca, scindendo la sua umanità in due forme bestiali: magistrale la scena finale in cui una mosca con la testa umana, imprigionata in una ragnatela, grida “aiuto aiuto” con la sua vocina stridula e disperata, guardando con occhi terrorizzati verso di noi, mentre un grosso ragno si avvicina inesorabile. Oppure “Blob – Fluido mortale”  (“The Blob”del 1958 diretto da Irvin Yeaworth) una strana creatura extraterrestre dalla forma gelatinosa piomba sul nostro pianeta ed incomincia a devastare e fagocitare qualsiasi cosa trovi sul suo cammino (allucinata avvisaglia della cultura mass-mediatica postmoderna? Non a caso divenuto famoso in Italia per l’omonima trasmissione televisiva di Rai 3 che al film si ispirava).

Per avvicinarci al tema del nostro articolo ricordiamo tutta la serie dedicata ai vampiri con protagonista Vincent Price (St. Louis, 27 maggio 1911 – Los Angeles, 25 ottobre 1993), attore che ha caratterizzato con il suo viso e il suo sguardo acuto, una vastissima produzione di questo genere.

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La stessa idea di produzione cinematografica negli ultimi anni è tornata di moda, dando vita ad una filmografia che sfrutta da una parte la grande capacità degli effetti speciali di rendere realistico e spettacolare un racconto, e dall'altra un’idea particolarmente insolita, originale, magari bizzarra e spesso poco credibile (magari il remake di vecchie pellicole) ma di forte appeal nei confronti del pubblico. Su questa strada si inserisce il film uscito nel luglio 2012 nelle sale cinematografiche italiane intitolato “La leggenda del cacciatore di vampiri”. Il film è un horror di azione e spettacolarità basato sull'idea assolutamente insolita (che farebbe rabbrividire gli amanti della fedeltà storica) che Abramo Lincoln (Hodgenville, 12 febbraio 1809 – Washington, 15 aprile 1865, 16º Presidente degli Stati Uniti d'America, e il primo ad appartenere al Partito Repubblicano. È considerato sia dalla storiografia sia dall'opinione pubblica uno dei più importanti e popolari presidenti degli Stati Uniti), sia stato nella sua giovinezza un cacciatore di vampiri. Anzi, proprio questa sua particolare professione si cela in realtà dietro il ruolo del famoso politico. Le vicende narrate partono dalla giovinezza del giovane Abramo; di come sia venuto in contatto con un cacciatore di vampiri che lo istruisce alle pratiche e tecniche per sconfiggere i signori della notte; di come decida di dedicare la propria vita a questa missione, a costo di sacrificare anche i propri affetti, gli amori e le passioni più personali. Raggiunta la maturità Lincoln scopre che la politica può avere un ruolo più forte e decisivo nella sua battaglia contro i vampiri e lascia il suo ruolo di combattente ed uccisore di pipistrelli umani, per dedicarsi ad un ruolo di organizzazione della società, solo apparentemente più tranquillo, che in realtà ha gli stessi obiettivi di fondo: lo sterminio della razza dei vampiri che si è insediata ormai da secoli nell'America del sud e sfrutta gli uomini di colore per poter vivere in segreto e in tutta tranquillità. Per liberare il popolo nero dalla schiavitù dei bianchi e dei vampiri, scaturisce la guerra di secessione tra sud e il nord dell'America, guerra in cui Abramo Lincoln ha ovviamente un ruolo determinante.

Alla base del film vi è un'altra idea abbastanza originale ed insolita rispetto alla tradizione narrativa del genere vampiresco; un meccanismo narrativo che serve allo sceneggiatore per assegnare il ruolo di protagonista a Lincoln. L’idea è questa: per volontà divina, o per uno scherzo del destino o di madre natura, un vampiro non può uccidere un altro suo simile. Questo è il motivo che spinge Henry, il cacciatore di vampiri che istruisce ed allena il giovane Abramo,  a seguire questa sua missione: in realtà lui stesso è un vampiro condannato a questa triste sorte da un maestro vampiro che si è voluto prendere gioco di lui condannandolo per l’eternità. Henry, dichiarando vendetta al suo maestro, cerca di sconfiggere il proprio acerrimo nemico, istruendo dei cacciatori umani che abbiano le potenzialità e le capacità per realizzare lo scopo. Tranquilli, non abbiamo svelato con questo nulla che vi impedirà di goder dello spettacolo.

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Tutto il film è caratterizzato dalle moltissime scene di azione che tengono lo spettatore continuamente incollato alla poltrona della sala cinematografica, e dagli effetti speciali che ormai permettono al regista di raccontare con estremo realismo e credibilità anche le storie più insolite, le scene più mozzafiato, le ricostruzioni più incredibili. Siamo stati abituati con pellicole come quella di Star Wars (ad esempio), a vedere attori reali che recitano in ambienti interamente ricostruiti virtualmente; ora al contrario vediamo anche un attore che diviene “virtuale”. Manipolato a piacimento secondo le esigenze del regista e del racconto. Modificato grazie agli effetti speciali e al trucco Benjamin Walzer è prima ringiovanito e poi invecchiato.

Mirabili le scene di lotta, volutamente esagerate per la velocità e la forza dei personaggi, per dimostrare la grande abilità del cacciatore di vampiri (Matrix docet). Mozzafiato l’inseguimento che avviene tra Abramo Lincoln e un vampiro, sulle schiene dei cavalli di una mandria imbizzarrita, mentre i due combattenti saltano con grandissima agilità, addirittura tirandosi addosso i puledri stessi. Altra scena magistrale è quella della guerra di secessione: una carrellata che parte da lontano, in campo lungo sui campi di battaglia, fino ad arrivare al primo piano di un militare che ordina la carica. Una ripresa che ci ricorda, non casualmente, una delle primissime pellicole dedicate a questo argomento storico, ovvero “La nascita di una nazione” (The Birth of a Nation) di David Llewelyn Wark Griffith (La Grange, 22 gennaio 1875 – Los Angeles, 23 luglio 1948). Altrettanto spettacolare e mozzafiato la lunghissima sequenza finale del combattimento sul treno, altra citazione di un grande film muto ambientato proprio nella guerra di secessione “The General” (1926) di Buster Keaton.


La leggenda del cacciatore di vampiri (Abraham Lincoln: Vampire Hunter) è un film del 2012 diretto da Timur Bekmambetov e con protagonisti Benjamin Walker, Mary Elizabeth Winstead, Rufus Sewell e Dominic Cooper. Il film è basato sul romanzo Abraham Lincoln, Vampire Hunter di Seth Grahame-Smith, che si è occupato personalmente anche della sceneggiatura. Tra i produttori del film figurano lo stesso regista Timur Bekmambetov e Tim Burton.