vampiri

La leggenda del cacciatore di vampiri

Negli anni ‘50 e ‘60 si è sviluppato un particolare genere cinematografico di argomento fantascientifico-horror, le cui pellicole sono oggi considerate “cult” dagli appassionati e dai critici. Film prodotti spesso con un budget limitato e con effetti speciali decisamente naif rispetto a ciò che attualmente la computer-grafica permette di realizzare, queste pellicole giocavano la loro attrattiva nei confronti del pubblico (in particolare di quello giovanile) su un’idea accattivante e spesso bizzarra, volutamente incredibile (e proprio per questo interessante) attorno alla quale si sviluppava la storia raccontata. Senza voler fare un elenco che risulterebbe qui estremamente lungo e tedioso, possiamo però brevemente citare ad esempio “L'esperimento del dottor K” (“The Fly” in originale, è un film del 1958 diretto dal regista Kurt Neumann, tratto dal racconto “La mosca” “La Mouche” del 1957) in cui uno scienziato tenta di costruire la macchina del tele-trasporto ma finisce malauguratamente con il fondersi con il corpo di una mosca, scindendo la sua umanità in due forme bestiali: magistrale la scena finale in cui una mosca con la testa umana, imprigionata in una ragnatela, grida “aiuto aiuto” con la sua vocina stridula e disperata, guardando con occhi terrorizzati verso di noi, mentre un grosso ragno si avvicina inesorabile. Oppure “Blob – Fluido mortale”  (“The Blob”del 1958 diretto da Irvin Yeaworth) una strana creatura extraterrestre dalla forma gelatinosa piomba sul nostro pianeta ed incomincia a devastare e fagocitare qualsiasi cosa trovi sul suo cammino (allucinata avvisaglia della cultura mass-mediatica postmoderna? Non a caso divenuto famoso in Italia per l’omonima trasmissione televisiva di Rai 3 che al film si ispirava).

Per avvicinarci al tema del nostro articolo ricordiamo tutta la serie dedicata ai vampiri con protagonista Vincent Price (St. Louis, 27 maggio 1911 – Los Angeles, 25 ottobre 1993), attore che ha caratterizzato con il suo viso e il suo sguardo acuto, una vastissima produzione di questo genere.

leggenda cacciatore vampiri 2

La stessa idea di produzione cinematografica negli ultimi anni è tornata di moda, dando vita ad una filmografia che sfrutta da una parte la grande capacità degli effetti speciali di rendere realistico e spettacolare un racconto, e dall'altra un’idea particolarmente insolita, originale, magari bizzarra e spesso poco credibile (magari il remake di vecchie pellicole) ma di forte appeal nei confronti del pubblico. Su questa strada si inserisce il film uscito nel luglio 2012 nelle sale cinematografiche italiane intitolato “La leggenda del cacciatore di vampiri”. Il film è un horror di azione e spettacolarità basato sull'idea assolutamente insolita (che farebbe rabbrividire gli amanti della fedeltà storica) che Abramo Lincoln (Hodgenville, 12 febbraio 1809 – Washington, 15 aprile 1865, 16º Presidente degli Stati Uniti d'America, e il primo ad appartenere al Partito Repubblicano. È considerato sia dalla storiografia sia dall'opinione pubblica uno dei più importanti e popolari presidenti degli Stati Uniti), sia stato nella sua giovinezza un cacciatore di vampiri. Anzi, proprio questa sua particolare professione si cela in realtà dietro il ruolo del famoso politico. Le vicende narrate partono dalla giovinezza del giovane Abramo; di come sia venuto in contatto con un cacciatore di vampiri che lo istruisce alle pratiche e tecniche per sconfiggere i signori della notte; di come decida di dedicare la propria vita a questa missione, a costo di sacrificare anche i propri affetti, gli amori e le passioni più personali. Raggiunta la maturità Lincoln scopre che la politica può avere un ruolo più forte e decisivo nella sua battaglia contro i vampiri e lascia il suo ruolo di combattente ed uccisore di pipistrelli umani, per dedicarsi ad un ruolo di organizzazione della società, solo apparentemente più tranquillo, che in realtà ha gli stessi obiettivi di fondo: lo sterminio della razza dei vampiri che si è insediata ormai da secoli nell'America del sud e sfrutta gli uomini di colore per poter vivere in segreto e in tutta tranquillità. Per liberare il popolo nero dalla schiavitù dei bianchi e dei vampiri, scaturisce la guerra di secessione tra sud e il nord dell'America, guerra in cui Abramo Lincoln ha ovviamente un ruolo determinante.

Alla base del film vi è un'altra idea abbastanza originale ed insolita rispetto alla tradizione narrativa del genere vampiresco; un meccanismo narrativo che serve allo sceneggiatore per assegnare il ruolo di protagonista a Lincoln. L’idea è questa: per volontà divina, o per uno scherzo del destino o di madre natura, un vampiro non può uccidere un altro suo simile. Questo è il motivo che spinge Henry, il cacciatore di vampiri che istruisce ed allena il giovane Abramo,  a seguire questa sua missione: in realtà lui stesso è un vampiro condannato a questa triste sorte da un maestro vampiro che si è voluto prendere gioco di lui condannandolo per l’eternità. Henry, dichiarando vendetta al suo maestro, cerca di sconfiggere il proprio acerrimo nemico, istruendo dei cacciatori umani che abbiano le potenzialità e le capacità per realizzare lo scopo. Tranquilli, non abbiamo svelato con questo nulla che vi impedirà di goder dello spettacolo.

leggenda cacciatore vampiri 1

Tutto il film è caratterizzato dalle moltissime scene di azione che tengono lo spettatore continuamente incollato alla poltrona della sala cinematografica, e dagli effetti speciali che ormai permettono al regista di raccontare con estremo realismo e credibilità anche le storie più insolite, le scene più mozzafiato, le ricostruzioni più incredibili. Siamo stati abituati con pellicole come quella di Star Wars (ad esempio), a vedere attori reali che recitano in ambienti interamente ricostruiti virtualmente; ora al contrario vediamo anche un attore che diviene “virtuale”. Manipolato a piacimento secondo le esigenze del regista e del racconto. Modificato grazie agli effetti speciali e al trucco Benjamin Walzer è prima ringiovanito e poi invecchiato.

Mirabili le scene di lotta, volutamente esagerate per la velocità e la forza dei personaggi, per dimostrare la grande abilità del cacciatore di vampiri (Matrix docet). Mozzafiato l’inseguimento che avviene tra Abramo Lincoln e un vampiro, sulle schiene dei cavalli di una mandria imbizzarrita, mentre i due combattenti saltano con grandissima agilità, addirittura tirandosi addosso i puledri stessi. Altra scena magistrale è quella della guerra di secessione: una carrellata che parte da lontano, in campo lungo sui campi di battaglia, fino ad arrivare al primo piano di un militare che ordina la carica. Una ripresa che ci ricorda, non casualmente, una delle primissime pellicole dedicate a questo argomento storico, ovvero “La nascita di una nazione” (The Birth of a Nation) di David Llewelyn Wark Griffith (La Grange, 22 gennaio 1875 – Los Angeles, 23 luglio 1948). Altrettanto spettacolare e mozzafiato la lunghissima sequenza finale del combattimento sul treno, altra citazione di un grande film muto ambientato proprio nella guerra di secessione “The General” (1926) di Buster Keaton.


La leggenda del cacciatore di vampiri (Abraham Lincoln: Vampire Hunter) è un film del 2012 diretto da Timur Bekmambetov e con protagonisti Benjamin Walker, Mary Elizabeth Winstead, Rufus Sewell e Dominic Cooper. Il film è basato sul romanzo Abraham Lincoln, Vampire Hunter di Seth Grahame-Smith, che si è occupato personalmente anche della sceneggiatura. Tra i produttori del film figurano lo stesso regista Timur Bekmambetov e Tim Burton.

 

Kiss of the damned

Un film di Xan Cassavetes. Con Josephine de la Baume, Milo Ventimiglia, Roxane Mesquida, Michael Rapaport, Anna Mouglalis.

Durata 97 min. - USA 2013

Sulle rive di un bellissimo lago sorge un’antica dimora dove trascorre la sua esistenza appartata e riservata un’altrettanto vecchia ma bellissima vampira di nome Djuna, splendidamente conservata nel corpo di una giovane donna dai capelli rossi. Il riferimento al racconto “Carmilla” di Sheridan Le Fanu del 1872 è ovvio ed è solo uno dei classici stereotipi sui vampiri di cui è intrisa la pellicola, soprattutto nella sua costruzione iniziale. Vediamone alcune. La vampira giustifica la sua riservatezza, alle poche persone con cui deve entrare in contatto, ad esempio nel piccolo paese distante qualche chilometro dalla sua abitazione, con la scusa di essere affetta da una rara malattia che le impedisce di prendere i raggi solari. Per nascondere la sua effettiva rendita economica finge di essere una traduttrice grazie alla conoscenza di molte lingue, ovviamente celando la sua reale età, circa un secolo, che è il vero motivo del suo sapere e del suo benessere economico. Si nutre del sangue degli animali che caccia durante la notte nei boschi che circondano la sua abitazione, questo per non commettere omicidi che possano turbare la sua copertura e soprattutto la sua tranquilla vita quotidiana. Il fatto di aver rinunciato da tempo al sangue umano, come vedremo nel corso del film, indebolisce i vampiri, rendendoli facile prede di chi fra loro decide di non rispettare queste regole di condotta morale. La governante di Djuna, serva fedele, ha una particolare composizione del plasma del sangue che non attira i vampiri. Ciò la rende incolume e nello stesso tempo un aiuto indispensabile per il clan dei vampiri.

Un bel giorno, all’improvviso la tranquilla e monotona quotidianità di Djuna si rompe con l’entrata in scena di un giovane ed affascinante scrittore di sceneggiature cinematografiche. Il suo nome è Paolo ed è giunto da poco sul lago per cercare un luogo isolato in cui potersi concentrare per scrivere il suo ultimo lavoro. Fra i due sboccia una focosa e particolare attrazione. Lei inizialmente lo scaccia perché teme i suoi sentimenti. Non vuole infettarlo, non vuole condannarlo trasformandolo in un vampiro e sa bene che non potrà resistere al desiderio di farlo se gli starà troppo vicino. Lui è tenace, vuole scoprire il segreto che custodisce quella bellissima ragazza e alla fine la convince a concedersi o forse proprio il contrario, le si concede. Il regista gioca su questo passaggio, ribaltando i tradizionali ruoli del corteggiamento che vogliono l’uomo come colui che per primo si fa avanti: l’uomo da conquistatore diventa preda conquistata, o vittima che si immola, per diventare vampiro.

Kiss of the damned

A bilanciare, nella narrazione, la vampira “bianca”, ovvero tutto sommato buona per come ci è stata fin qui descritta, sopraggiunge in scena la sorella di lei che, come vuole la legge del contrappasso, è esattamente l’opposto di Djuna: bruna di capelli, assetata di sangue, senza scrupoli ne limiti, dedita a cogliere della vita solo veloci e fugaci piaceri che lasciano il vuoto dentro di lei. L’avvenente vampira cerca le vittime fra i giovani della città senza preoccuparsi delle conseguenze che possono derivare dai suoi atti criminali, spesso senza neppure degnarsi di occultare i cadaveri dei malcapitati che hanno la disgrazia di cadere sotto lo sguardo magnetico dei suoi agghiaccianti occhi verdi.

La seconda parte della pellicola è dedicata al clan dei vampiri, fra i quali si distingue l’arci-vampira Xenia, guida e mentore della congregazione. Tutti i vampiri della zona vengono invitati ad un gran ricevimento che si svolge in una sontuosa villa. Xenia fa la cantante lirica, ama atteggiarsi da grande artista e assume su di se il controllo della comunità dei “signori della notte”. Verso la fine della serata un gruppo ristretto di invitati, fra cui i due protagonisti Paolo e Djuna, si intrattiene per discutere sul ruolo dei vampiri nella società: è l’occasione per il regista di riflettere sul tema del vampirismo che pare essergli caro. I vampiri sono una congrega a livello mondiale, anche se vivono in diverse parti del mondo, formano una comunità molto unita e solidale. Sono insoddisfatti del ruolo da “mostri” in cui la società umana gli ha relegati. Si sentono specie dominante, forti, eppure sono costretti a nascondersi per poter sopravvivere quietamente. Hanno imparato dagli errori del passato, quando un atteggiamento troppo sfrontato e dissoluto ha condannato alcuni di loro sulle forche degli uomini. Ora vivono nutrendosi di sangue animale o grazie a contate dosi di siero che riesco ad avere grazie ad appoggi nel settore militare e sanitario. La discussione dei vampiri si concentra sul fatto che anche gli uomini hanno occupato e trasformato il mondo in base ai loro bisogni, in quanto specie dominante. Ma poi hanno creato regole che permettessero di limitare i loro istinti più brutali per costruire, sugli aspetti culturali, una società migliore. Non rispettare le regole comporta una punizione. L’ordine costituito ha spronato gli esseri umani a valorizzare la loro umanità, ad accrescere la loro sensibilità, raggiungendo quanto vi sia in loro di positivo al pari degli istinti.

Ma nulla è così distinto e chiaro, nulla è facile da schematizzare, la vita è sempre più complicata.

Paolo, lo scrittore divenuto da poco vampiro, deve ancora imparare a controllare le sue pulsioni, a muoversi in un mondo e con un corpo che ha poteri che gli sono ancora estranei.

L’agente letterario di Paolo, non riuscendo a contattare il suo scrittore da diversi giorni decide di raggiungerlo nella località in cui si è trasferito. In quanto umano dovrebbe rappresentare l’opposto del male, simbolo incarnato solitamente dal vampiro. Anche qui invece le parti vengono capovolte.  L’agente di Paolo vive lasciandosi andare ai vizi più sfrenati come alcol, fumo, droga e sesso, lo fa però in maniera impacciata, inadatta, come se l’eleganza del male e della perdizione fosse riservata solo ai vampiri.

Xenia che sembrava guidare la comunità vampirica con saggezza e rigore, consigliando le anime più smarrite e sistemando i pasticci che alcuni di loro a volte commettevano, si dimostra invece principalmente preoccupata del suo successo come attrice e cantante. Forse è proprio sotto queste finte ali che ha nascosto i le sue pulsioni più bestiali. Ma qualcuno giocherà per risvegliarle.

E lei? La protagonista? Cosa nasconde nel suo passato, qual è il mistero che la sorella continua a rinfacciarle con sarcasmo? Quali amori disperati ha avuto nella sua lunga vita e quali menzogne vengono nascoste sotto tanta grazia?